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Bilanciatura calcio 977 T sintetico

Bilanciatura calcio T sintetico

 

Oggi mi e’ arrivato il calcio sintetico T per la mia nuova 977 full.

Avendo gia una 977 depo con tale calcio,avevo riscontrato un forte sbilanciamento verso la volata.

Allora ho aggiunto un peso nel calcio per rendere tutto piu bilanciato.

Ora ho fatto la stessa procedura sulla full

Ecco come l’ho fatto:

 

 la full con il calcio appena montato

 il calciolo posteriore

 il calciolo smontato

 da come si vede,c’e’ parecchio spazio

 ho messo della carta per evitare che il peso

si muova

 ho inserito un peso da circa 260 gr

 dopo ho riempito con carta per non far muovere il peso stesso

 lavoro ultimato….

 

Ora la 977 TB full risulta perfettamente bilanciata !!!!

Aledimaggio

Autocostruzione calcio laminato per la 977

Autocostruzione calcio laminato per la 977


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BSA XL TACTICAL FULL POWER .177 - 19/20 JOULE.

BSA XL TACTICAL FULL POWER .177 - 19/20 JOULE.

BSA XL TACTICAL FULL POWER .177 - 19/20 JOULE.


Ciao ragazzi , vorrei parlarvi di un modello inglese e precisamente della BSA XL Tactical cal. 4,5 mm / 0.177" versione a piena potenza. Molti di voi penseranno: "probabilmente Fabio si sta sbagliando, qui in Italia viene importata e commercializzata solo la versione depotenziata". No, non mi sto sbagliando, il fatto e' che sto prestando servizio in una Base NATO in Olanda (sono un Militare di professione), per cui abitando e vivendo qui con la mia famiglia ho la possibilità non solo di vedere ma anche di toccare con mano e provare modelli che in Italia non sono ancora o non verranno mai importati. Volevo fare una premessa: qui in Olanda queste armi sono considerate tutte di libera vendita, senza limite di potenza; ho comunque preferito iscrivermi ad un poligono per ottenere i tesserini identificativi con foto nonché assicurativi che mi fanno stare più "tranquillo" (non dimentichiamoci che il nostro hobby e' molto gratificante, ma lo e' a mio avviso ancor di più se procediamo nel rispetto delle regole). Fatta questa premessa passiamo a noi: l'interesse per questo modello in particolare e' nato dopo aver letto l' articolo che apparve a Febbraio 2009 sulla rivista Armi Magazine scritto da Claudio M. Leoni . Non vi nascondo che mi piacerebbe che questa mia prova sul modello a piena potenza, venga interpretata/considerata come una "integrazione" all' articolo sopracitato.

IN GENERALE
Questo modello e' stato sviluppato sulla base del famosissimo modello SuperSport, molto apprezzato soprattutto all'estero. Nelle foto qui sotto la vediamo con la livrea nera originale.

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E' un'arma caratterizzata dal classico funzionamento a molla e pistone, uno dei più efficienti e semplici concettualmente. La soluzione adottata in questo caso si differenzia da quello della maggior parte delle "springer" nella lunghezza della corsa: la casa ha studiato un efficiente pistone a corsa breve che, oltre a fornire buone doti di potenza (il modello a piena potenza oscilla tra i 18 e i 20 J), risulta avere minori sollecitazioni alla sparo.

L'arma e' di dimensioni compatte, 95 cm di lunghezza per un peso di 3 kg. Sul castello, a differenza del modello depotenziato, non e' presente la scritta bianca con marca e modello dell'arma. La brunitura delle parti in acciaio e' ben eseguita.La trazione della canna permette al pistone di compiere una corsa di circa 6 cm fino al dente di scatto, movimento ottenuto grazie ad una leva a 3 snodi. Quando la canna viene riportata in posizione di chiusura, il perfetto riposizionamento di quest'ultima e' assicurato da un cuneo in acciaio che ingaggia un traversino innestato nel castello; questo cuneo e' spinto da una robusta molla che impedisce aperture involontarie.

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Molto indovinata a mio avviso anche la scelta della sicura manuale, resettabile all'occorrenza semplicemente agendo sull'apposita leva sul lato destro del fusto; la sicura non viene attivata automaticamente ad ogni riarmo.

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Probabilmente una delle caratteristiche che piu' colpiscono e' la calciatura polimerica nera, veramente ben fatta, di forma tattica come il nome del modello suggerisce: sembra di aver per le mani una calciatura della "McMillan" (http://www.mcmfamily.com/ ditta Americana apprezzatissima a livello mondiale specializzata appunto in carabine e calciature specificatamente sviluppate per i tiratori scelti sia militari che civili). Il calcio presenta un pad ventilato di colore nero, in gomma morbida risultando complessivamente molto piacevole esteticamente e molto confortevole in posizione di tiro. Sull'impugnatura a pistola (come potete vedere nelle foto) vi e' un profondo incavo per appoggiare il pollice... semplicemente uno spettacolo... Nella parte terminale della pala del calcio e' presente il tipico attacco per la maglietta della cinghia.
Il pacchetto di scatto e' molto semplice e nello stesso tempo efficiente, permette una regolazione ottimale: un'unica vite Allen, celata nella parte anteriore all'interno del grilletto, consente di variare sia la corsa sia il peso di sgancio. Quest'ultimo dovrebbe oscillare tra un minimo di 400 grammi ad un massimo di 2500 grammi.
Personalmente non ci ho ancora messo mani anche perché per adesso non ne sento la necessità, sembra veramente ben fatto e ben regolato: nessun gioco strano, molto fluido e sensibile; come feeling assomiglia molto al Rekord delle springer HW, per cui nel complesso lo ritengo molto buono.
Un altro particolare che salta agli occhi e' il terminale di volata: la canna vera e propria e' veramente molto corta (solo 26 cm) e sporgerebbe assai poco oltre l'astina; il terminale consente di "allungarla" portando la volata a 37 cm dalla culatta, il che e' utile anche per consentire un agevole caricamento. Il terminale, che non e' rimovibile, riporta in fondo un adattatore filettato munito di coperchietto che se rimosso consente, nei paesi dove e' previsto dalle leggi, l'uso del moderatore di suono. Questo terminale presenta il secondo attacco per la maglietta della cinghia come nel modello 7.5J; personalmente lo uso per attaccarci un filo di lana con cui controllo l'entita' del vento.


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Sul castello e' presente una massiccia scina per il montaggio di ottiche; l'accoppiamento e' di tipo elastico: tra le due parti sono inserite strisce di gomma morbida (le estremita' sono cerchiate in rosso nella foto sotto) che dovrebbero assorbire parte delle vibrazioni dovute al rinculo. Sulla sommita' della scina e' presente un grossa vite esagonale avvitata in verticale (fuoriesce solo la testa) che funge da blocco dell'ottica.

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Nel complesso la BSA XL TACTICAL risulta un'arma molto facile da usare, ben bilanciata; mi ha trasmesso da subito un feeling positivo, familiare, come se la possedessi e la usassi gia' da molto tempo.
PERSONALIZZAZIONI
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo modello e conseguentemente la mia fantasia ha presto iniziato a galoppare. Come primo intervento ho applicato sotto l'astina una guida Picatinny che mi permette di utilizzare un piccolo accessorio utile per tirare da seduto nella tipica posizione da Field Target. Per fissare la guida ho usato tre viti e colla epossidica bicomponente. Nel praticare i fori per le viti ho constatato che la materia plastica della calciatura e' resistentissima! Praticamente i buchi sono stati fatti perché la punta del trapano riscaldandosi ha sciolto invece che "forare".....è una plastica al titanio ho pensato.....ahahaha....questi inglesi ne sanno una più del diavolo..probabilmente e' qualche strana invenzione per il loro famosissimo Agente Segreto ...007, quasi dimenticavo, sulla impugnatura a pistola e potete vederlo dalla prima foto, vi e' una svasatura per appoggiare il pollice ....uno spettacolo....
Ho poi fatto una modifica estetica rendendo mimetica la calciatura (quella di rendere mimetico tutto ciò che mi circonda e' una mania che mi perseguita... sarà deformazione professionale...). Inoltre avendo notato che nella parte bassa dell'impugnatura a pistola vi e' una specie di tappo e che l'interno e' vuoto (tipo coltello di Rambo... come per conservare magari ago, filo ed ami da pesca...) l'ho riempito con la cera pongo allo scopo di appesantire un pochino tutto l'insieme. Come ottica ho utilizzato una Nikko Stirling MountMaster 4-12x50 AO con reticolo mil-dot illuminato rosso/verde; ottica non esageratamente lunga, compatta ed anche economica.L'ho montata con un attacco monoblocco non ammortizzato: voglio verificare il funzionamento del semplice sistema di assorbimento delle vibrazioni descritto sopra: se non si romperà niente, avremo la certezza che funziona a dovere; per il momento e' ancora presto per giudicare... Ho installato anche una livella, montandola tra l'attacco dell'ottica e la testa della vite alla fine della scina.

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PROBLEMA... E SOLUZIONE
Ho avuto un problemino che si e' manifestato praticamente da subito: il grilletto restava bloccato come se ci fosse la sicura inserita, ed il colpo non partiva.
Ho svitato le 3 viti e separato il fusto dalla calciatura, ed ho subito notato una molla fuori sede. Si tratta di una lunga molla che e' collegata da un lato ad una piastrina posta lateralmente al gruppo di scatto (che si muove spinta da una serie di piccole molle che determinano il movimento del grilletto), e dall'altra ad un perno sulla parte sinistra dell'asta di caricamento; azionata dal movimento di leva della canna, la molla sblocca il gruppo di scatto. Se il tutto non lavora correttamente la piastrina non si muove ed il gruppo di scatto rimane bloccato. Come la stessa BSA mi ha in seguito confermato il pezzo serve come "anti bear trap", per evitare cioe' che sfiorando inavvertitamente il grilletto con la canna aperta, la canna stessa possa chiudersi repentinamente provocando magari danni all'arma o seri incidenti al tiratore. Ho allora reinserito l'estremita' ad occhiello nel perno e fatto una legatura con del dacron nella parte finale per stringere un po' l'occhiello e non farlo piu' uscire dalla sede.

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La riparazione pero' non ha avuto vita lunga, e dopo un po' il problema si e' ripresentato. Tolto il calcio, ho constatato che stavolta la mollettina si era rotta; ho poi scoperto che la mia legatura e' stata la causa della rottura non permettendo al perno di scorrere all'interno dell'asola; sarebbe stato probabilmente sufficiente schiacciare un po' l'occhiello per non permettere la fuoriuscita dal perno.

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Nell'attesa di trovare la molla di ricambio ho fatto uso di un filo molto robusto che noi arcieri usiamo nella costruzione delle corde (per proteggere la parte centrale della corda dove viene incoccata la freccia).
Ho fatto passare questo filo nel foro della piastrina dove era ancorata una estremita della molletta, ma ho notato che vicino al foro la piastrina ha il bordo tagliente che nel tempo rischirebbe di logorare il filo. Ho allora fatto passare dal foro un occhiello di acciaio usato nella pesca spinning (l'occhiello che collega il corpo dei rapala con le ancorette) ed ho usato il filo per collegare tale occhiello con il perno della staffa di caricamento, mettendolo in tensione prima di legarlo.
Fatto questo ho rimontato tutto e verificato il corretto funzionamento.

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Volendo risolvere il problema definitivamente ho interpellato la casa madre, la BSA, che si e' offerta di spedirmi gratuitamente (!) un certo numero di ricambi; hanno anche confermato che si tratta di un pezzo che si rompe spesso e che sta dando problemi nei diversi modelli in cui e' presente.
Dalla stessa BSA ho saputo che in altri paesi del nord Europa questo accessorio non viene montato ed il pacchetto di scatto e' lievemente modificato per permetterne ugualmente il funzionamento.
Mi hanno inoltre confermato che i pezzi che compongono l'arma vengono prodotti in Inghilterra, ma l'assemblaggio viene eseguito in Spagna dalla Gamo.
Tornando al problema, in attesa dell'arrivo dei ricambi sto ancora tirando con il filo montato come descritto sopra: a tutt'oggi non ho avuto altri inconvenienti; tutte le prove descritte in questo articolo sono state eseguite con la carabina cosi' "riparata".


PROVE CRONOGRAFICHE E PRESTAZIONI AL TIRO
Dopo aver montato e messo in bolla il cannocchiale e sistemato l'arma, ho fatto alcuni tiri e le prime prove cronografiche; devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla costanza velocitaria, indice sicuramente di ottima fattura.
Infatti cronografando trenta tiri con pallini JSB Exact cal. 4,50 mm ho rilevato:
- Velocita' massima: 261,0 m/s
- Velocita' minima: 258,5 m/s
- Velocita' media: 259,7 m/s
- Deviazione standard: 0,7 m/s
- Energia media: 18,5 J

Mi ha favorevolmente impressionato la costanza delle velocita' rilevate: la deviazione standard (che indica in sostanza di quanto un colpo si sposta in media dai precedenti) e' molto contenuta, e lo scarto massimo su 30 tiri e' stato di soli 2,5 m/s, cioe' meno del 1 % !

Nella tabellina seguente riassumo i risultati cronografici ottenuti con 5 pallini diversi:

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La potenza mi ha inizialmente deluso: ero convinto di possedere il modello da 24 J, ma come vedete al cronografo ho rilevato 18,5 J con i JSB Exact da 0,547 g, e potenze comprese tra i 18 ed i 19 J con gli altri pallini. Mi auguro che dopo un po' di rodaggio la potenza aumenti...
Credo che la corsa corta del pistone dia i suoi frutti nel contenere le vibrazioni, anche se si ha l'impressione di avere per le mani un "Barrett M82 A1" in miniatura (http://www.barrettrifles.com/home/rifle_82.aspx).

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Ho quindi fatto qualche tiro a 15 metri giusto per rompere il ghiaccio; dopo un primo azzeramento dell'ottica ho continuato a tirare prendendo un po' di confidenza soprattutto con la calciatura e con lo scatto. L'azionamento della canna risulta un po' duro anche per la scarsa lunghezza della canna. Nonostante l'arma sia piuttosto nervosetta e produca un botto notevole, ho notato da subito una considerevole precisione, dovuta anche allo scatto che e' risultato molto buono: come detto precedentemente sembra quasi un Rekord.
Sono poi passato subito a 25 metri; ma come dicevo in questa prima sessione di tiro ho dovuto aihmè fermarmi presto perche' ha iniziato a piovere (da queste parti la pioggia e' un incubo...). Quello che segue e' il primo bersaglio a 25 metri; la taratura e' qui ancora grossolana, fatta di fretta per la pioggia in arrivo, ma i risultati nonstante il pochissimo tempo avuto per prendere confidenza con l'arma mi sono parsi subito incoraggianti.

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Nei giorni seguenti mi sono recato al poligono, al tunnel da 50 metri (tanto per cambiare fuori diluviava); ho tirato in appoggio anteriore su rest riempito di sabbia.
Dopo un' oretta di affiatamento e taratura fine dell'ottica, finalmente ho iniziato il test vero e proprio.

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Come bersaglio ho usato degli adesivi circolari colorati incollati su un cartoncino; adesivi da 2 cm di diametro a 50 metri, da 1 cm a tutte le altre distanze. Uso questi bersagli perche' riesco a metterli a fuoco agevolmente e posso concentrarmi meglio (mentre sono meno a mio agio con i classici bersagli a cerchi concentrici).
Alla distanza di 50 metri ho tirato a 4 adesivi disposti a quadrato; ecco il risultato migliore:

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Terminata la taratura fine a 50 metri, senza piu' toccare l'ottica ho spostato il bersaglio a distanze via via inferiori: 45 - 40 - 35 - 30 - 25 - 20 - 15 - 10 metri. Alle varie distanze ho misurato di quanto la rosata si discostata dal punto mirato, e inoltre (sempre senza toccare l'ottica) ho preso nota del punto del reticolo (mil dot) in cui impattavano i pallini.

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Con i dati cosi' raccolti ho potuto compilare la tabellina riepilogativa, disegnare la parabola che rappresenta la triettoria del pallino e prendere i riferimenti alle varie distanze sul reticolo mil dot; mi torneranno utili nelle successive sessioni di tiro.

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A distanza di circa 3 settimane mi sono recato nuovamente al poligono per controllare se riuscivo a replicare i risultati ottenuti in precedenza. Ho corretto ancora con qualche click laterale la vistosa tendenza a destra che potete vedere nei primi risultati, questa volta la carabina non solo ha confermato i risultati precedenti ma ho notato che sul piano verticale a 50 metri ho dovuto togliere numerosi click, probabilmente sta recuperando un po’ di potenza come solitamente avviene dopo un po’ di rodaggio. Non posso confermarvi questa notizia in quanto causa pioggia/diluvio universale che da queste parti e' perennemente presente, non ho potuto effettuare rilevazioni cronografiche. Ho quindi tirato nuovamente al tunnel coperto.

I bersagli parlano da soli, anche questa volta ho usato adesivi circolari colorati, ho tirato a 20-25 (a questa distanza il bollino adesivo al terzo colpo e’ saltato) -30-35-40-45 ed infine 50 metri.

Ovviamente ho controllato anche i 10 metri ma non ve li faccio vedere perché fino ai 25 metri e' praticamente un buco solo.
Dai 30 metri a salire la rosata tende progressivamente ad allargarsi ma spesso si riesce a duplicare qualche colpo uno sull' altro.

A 50 in particolare ho ottenuto una migliore concentrazione orizzontale ma un pochino più dispersa nel senso verticale come vedrete dai bersagli scannerizzati (ho messo un foglio giallo dietro per evidenziare i fori) . Probabilmente e' dovuta al fatto che la posizione sul sacchetto con una springer non e' facilmente replicabile ogni volta, causa il continuo spostamento per effettuare l'azione di ricarica ad ogni colpo.

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E questi sono gli ultimi risultati riconfermati fino ai 30 metri ottenuti a metà Gennaio:

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Questo invece è un video , poiche' su youtube non si possono caricare video oltre i 10 minuti e questo era di 13 , sono stato costretto a dividerlo in 2 parti, questo e' il primo , realizzato durante una prova al poligono a 50 metri :

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Quella che segue è la seconda parte :

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CONCLUSIONI

Qualche giorno dopo queste prove mi è arrivata a casa una bustina... eccone il contenuto:

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Parlando con l'Export Administrator della BSA per ringraziarlo del gentile gesto, ho approfittato per chiedere quale accorgimento adottano sulla versione 7.5J (< 7,5 J) venduta in Italia per ridurne la potenza rispetto ai 19 J originali.
Dopo una veloce consultazione con un tecnico mi ha riferito che agiscono su due fronti:
- usano una molla meno potente
- riducono il diametro della transfer port
curando molto l'equilibrio complessivo dei due fattori, per garantire la giusta spinta pur tenendo al minimo le sollecitazioni.
Non ritengono interessante il sistema adottato da Gamo (il noto foro nel pistone) che è più semplice industrialmente ma produce molte vibrazioni allo sparo: l'arma risulta complessivamente meno precisa.

ULTERIORI PROVE DI ROSATA

Avevo portato dall'Italia ( durante una settimana di ferie fatte a febbraio scorso ) una nuova ottica BSA 6-24 x 44 che contavo di montare su questa carabina al fine di vedere se con piu' ingrandimenti riuscivo a stringere un po di piu' le rosate precedentemente ottenute con la Nikko Stirling Mountmaster da 12x.
Purtroppo questa ottica e' troppo lunga ed interferisce con l'apertura della canna, scartata questa opzione mi sono allora dedicato tutto il pomeriggio all'uso dei Baracuda Match da 0,69 grammi in 4,52 mm., nell' intento di cercare di stringere ed essere piu' costante tra un cartellino e l'altro in termini di ripetivita' del tiro.
Vi posto i nuovi cartellini fatti qualche giorno fa' nel solito tunnel a 50 metri.
Dopo circa 3 ore di tiro e ovviamente dopo aver nuovamente tarato l'ottica , causa differente punto di impatto dei pallini, ho ottenuto migliori risultati in termini di ripetivita' nel tempo, nonostante nel tunnel stavano -4 gradi.

Quelli che vedrete qui sotto postati sono gli ultimi 2 cartellini fatti prima di chiudere e tornare a casa, che tra l'altro sono stati anche i migliori di oggi.

Credo proprio che continuero' ad usare i Baracuda Match con questa BSA XL Tactical ........devo dire che mi hanno assolutamente convinto, anche in funzione del fatto che tra un po si ricomincia a tirare all'aperto e in questo paese c'e' sempre vento

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vi posto quindi il nuovo grafico rifatto con i valori della nuova parabola utilizzando i Baracuda Match autori delle 2 rosate postate sopra e del nuovo grafico relativo al reticolo :

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Spero con questo scritto di essere stato utile a qualcuno dando qualche dato su un modello non importato in Italia ma che ovviamente ha delle caratteristiche in comune con quello depotenziato, chiedo scusa a tutti per la lunghezza di questo mio scritto , purtroppo mi rendo conto di essere un po' ...come posso dire ....un caso cronico.....forse un po' troppo appassionato di questo meraviglioso hobby...nonostante non faccia o mi dedichi alle gare.....ma solo ad un tiro da semplice appassionato e augurandomi che qualcuno in Italia si attivi per importare questo modello a piena potenza: credetemi e' proprio bello e tira maledettamente "dritto"...

Un saluto dall'Olandese Volante - Fabio

 

 

BSA XL TACTICAL FULL POWER .177 - 19/20 JOULE. parte 2°

Ciao ragazzi, oggi pomeriggio sono andato nuovamente al poligono e ho rifatto qualche rosata a 50 metri, vi confermo che con i Baracuda Match va' decisamente bene, considerate che la carabina non e' stata per niente customizzata, quindi mai aperta , tutto sommato per 280 euro ( questo e' quello che ho speso per questo modello qui in Olanda.........mi risulta che in Italia la versione depotenziata sia molto piu' costosa.....) non si sta comportando male.
Mi ha dato da subito una buona impressione di solidita' unita ad una discreta' precisione.

Anche questo pomeriggio ho tirato al tunnel sotterraneo a 50 metri in quanto fuori .........tanto per cambiare diluviava e grandinava..............

vi posto quindi una delle rosate ottenute qualche ora fa' e qualche nuova foto del giocattolone.
I risultati di oggi sono piu' o meno in linea con i precedenti ottenuti qualche settimana fa' , quindi posso confermarvi che la carabina sta' mantenendo una certa costanza di ripetivita' del tiro.....e soprattutto il sistema di assorbimento delle vibrazioni posizionato tra la scina ed il fusto ( costituito da 2 strisce di gomma dura ) sta continuando a funzionare alla grande.........non ho mai avuto problemi all'ottica ne alla staratura dei click...........continua ad essere tutto nella norma ( dovrei essere arrivato abbondantemente ormai a circa 6/7 scatolette di pallini.

un caro saluto a tutti da un Olanda dove il tempo e' tutto un programma..

ciao

Fabio

P.S. non vedo l' ora di poter tirare all' aperto per poter vedere come si comporta in presenza di vento ed in condizioni......meno ottimali

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BSA XL TACTICAL FULL POWER .177 - 19/20 JOULE. parte 3°

 

Ciao ragazzi,
e' da un po che non aggiungo qualche altra rosata della BSA XL Tactical a piena potenza.
Oggi pomeriggio sono andato nuovamente al poligono, ma stavolta......udite udite.........sembra incredibile..........vi era una strana luce........tutti si guardava il cielo increduli..........il soleeeee.......


scusate il sarcasmo ma in questo posto piove sempre e di piu' quindi vedere il sole o qualcosa che gli somiglia lontanamente e' un evento eccezzzzzzionale.......... :shock: :shock:

quindi stufo di tirare al chiuso...( e' da novembre che tiro al chiuso nel tunnel dei 50 metri ) finalmente oggi ho potuto testarla all' aperto.........vi era un po di vento incostante....( prassi da queste parti.) ma almeno non ha piovuto.........per dirla tutta nel momento che ho finito di fare queste prove ...circa le 1830.....in realta' ........ha ricominciato a piovere ...ma poco... :hail: :hail: :hail: non mi abituero' mai a questo posto..........

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Vabbe....torniamo a noi.......dicevo ho posizionato sgabellino ...tavolino ...bersagli.....e via....si inizia....come potete vedere da questa foto.........la BSA ...stava in gran forma e vogliosa...di stupirmi anche all' aperto.....

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ho iniziato qualche rosata a 10 metri per controllare lo zero e poi a 30 metri ( dalla foto potete vedere le serie dalla prima all' ottava- ad ogni serie ho tirato 5 colpi ) ed infine a 50 metri ( dalla foto potete vedere dalla prima alla terza serie ), vi confermo che con i Baracuda Match va' decisamente bene, anche se all' aperto ovviamente la rosata si e' un pochino allargata...in funzione di come spirava il vento ...

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considerate che la carabina non e' stata per niente customizzata come detto precedentemente...., tutto sommato ....sono contento.....anzi contentissimo.

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Confortato dalle rosate a 30 e a 50 , ho voluto provare anche a 60 metri, sapendo gia' a priori che la caduta in aggiunta al vento non mi avrebbero dato comunque grandi soddisfazioni.......ma ero troppo curioso.......e ho voluto provare lo stesso.


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Ho indietreggiato il tavolino e lo sgabellino di 10 metri ( quindi totali 60 metri ) ......e ho attaccato alla staccionata posizionata 1 metro dietro il bersaglio che prima era posizionato a 50...un foglio arancione formato A4, al quale ho tirato 14 colpi ( che in foto vedrete numerati in maniera cronologica dal numero 1 al 14 ) mirando all' adesivo arancione al centro in alto del foglo .

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Tra uno e l' altro ho iniziato a compensare...il mio obiettivo era quello di capire di quanti centimetri sarebbe caduto rispetto aillo zero dei 50 metri...e conseguentemente sovrapporre il mil dot per vedere a quale porzione di reticolo sarebbe corrisposta la rosata a tale distanza. Una volta visto che la caduta era di 10 centimetri e corrispondeva al secondo dot basso riferito al centro....ho effettuato delle rosate compensando, i risultati li potete vedere nelle foto seguenti.

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Da tutto cio, risulta chiaro che il cal. 4,5 dai 50 ai 60 metri ( apparentemente 10 metri sembrano pochi ), subisce una notevole caduta che aggiunta al vento...produce a parer mio il limite di questo calibro ....ai 60 metri appunto......oltre tale distanza ha piu' senso per tanti motivi usare il cal. 5,5... ma questa e' un' altra storia.

Quindi ricapitolando i risultati di oggi all' aperto sono stati i seguenti, confermando che la bestiolina sa il fatto suo...ed e' capace di dare grande soddisfazione nonostante sia una springer nemmeno tra le migliori ma decisamente nella media :

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Sperando di non avervi annoiato come al solito.......sono conscio di essere un caso disperato......... :D :D ...........mi auguro solo di aver fornito qualche altro dato su cui ragionare e fare ulteriori considerazioni per tutti coloro che per un motivo o per l'altro sono fan sia di questo calibro, di questi pallini ( baracuda match ) e fan di questo modello che purtroppo credo .... in Italia non arrivera' mai........gia' penso l' anno prossimo che dovrro' disfarmene prima di ritornare in Patria...e non vi nascondo che un po mi dispiace..........sono riuscito a scriverci un articolo, a fare tanta altra esperienza....e a divertirmi tantissimo............

Oggi mi sentivo come il bimbo che sta al luna park....con il suo fuciletto a piumini.............e che alla fine ha vinto la sua .........Bambolina.......... :primo:

un abbraccio da Fabio........

L' OLandede quasi ....Volante...

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DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

Ciao ragazzi, volevo condividere con Voi tutti , qualche dato relativo alla Diana F20, come da titolo.
Volevo fare pero' , consentitemelo una doverosa premessa :

Poiche' sono conscio che questo forum e' indirizzato piu' ad un pubblico Agonista di Field Target appunto, quindi molto tecnico, non vorrei con queste mie righe....( piu' che altro mi riferisco al modello di cui Vi vorrei parlare....la Diana F20 che come tutti noi sappiamo non e' altro che poco piu' di un giocattolo).......andare contro tendenza....

per cui, se ritenete che questa personale recensione possa in qualsiasi maniera stare " stretta " qui, Vi prego di cancellare l'intero topic, se invece tutto quello che sto scrivendo sono semplicemente mie " se..e mentali ", Vi ringrazio fin da ora per avermi permesso di lasciare una traccia di questo modello.....a mio parere poco piu' di un microbo, ma divertentissimo allo stesso tempo.

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DIANA F20

PREMESSA :
Ciao ragazzi,
oggi vorrei parlarvi di una piccola carabina, che paragonata a certi mostri sacri….passerebbe sicuramente in secondo piano….ma che se apprezzata per quello che e’ , sa regalare tante soddisfazioni. Intesa come una entry level o per tirare senza grosse pretese entro i 20 metri……ha dimostrato ampliamente di essere piu’ che all’ altezza della situazione. La sua posizione puo’ essere appunto collocata in quei casi in cui ci si avvicina per la prima volta in assoluto a questo meraviglioso hobby, nel tiro ludico magari nel giardino di casa propria e perche’ no puo’ anche trovare posto nella collezione della persona un pochino piu’ smaliziata, trattandosi nel contempo un bellissimo esemplare, un po piccolo forse nelle dimensioni ma non nelle prestazioni.
E' stata per parecchio tempo la più piccola ed economica delle carabine “Diana” (http://www.diana-airguns.de/ ) ed il distributore ufficiale come tutti sanno e’ Paganini. Gia’ da qualche anno non è più presente nei cataloghi ufficiali Diana, essendo stata sostituita dalla F240 Classic che si pone, almeno per le dimensioni mostrate come una via di mezzo tra la F20 e la F24. Credo sia ancora possibile trovarla in qualche armeria che la tiene magari gia’ da qualche anno.
Personalmente l’ho acquistata nel 2007, vedendo la pubblicita’ in rete di una armeria di Milano. Mi adoperai quindi tramite l’armeria della mia citta’ nel farmela arrivare, la pagai 125 euro.
Quando la potei vedere appena arrivata in negozio per la prima volta, mi resi subito conto imbracciandola che poteva a scapito delle sue dimensioni decisamente piccole, stupirmi.
Si tratta di una carabina molto semplice, con un bel calcio in legno di faggio, di tinta piuttosto scura. Privo del calciolo in gomma e di qualunque preziosismo. Il grilletto è di tipo non regolabile, tra l’altro un po duretto ma totalmente in metallo.
Sulla carabina l’ unica parte in plastica e’ rappresentata da un tappetto posto alla fine della azione, per il resto solo metallo e legno.
Nella foto sottostante la potete vedere come appare nella sua versione originale appena acquistata :

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VEDIAMOLA UN PO PIU’ NEL DETTAGLIO :

Questa piccola Diana, come nella grande tradizione di questa antica fabbrica rappresenta la piu’ classica delle carabine, essendo il suo funzionamento a molla con canna basculante o come dicono i nostri amici oltremanica in terminologia tecnica….break barrel.
E’ un modello di libera vendita quindi rientra nella Categoria delle Armi a modesta capacita’ offensiva, il suo C.N. e’ il 92. Veniva prodotta solo in 4,5 mm., la lunghezza della canna e’ di 440 mm in acciaio a 12 principi, e credetemi osservata con il boroscopio , si denota immediatamente che e’ di gran pregio.

Il peso e’ di 2500 grammi circa per una lunghezza di 1020 mm. Presenta come quasi in tutti i modelli Diana le classiche mire regolabili ma e’ anche provvista della nota guida a coda di rondine sul suo castello, permettendo quindi l’ utilizzo magari di una piccola ottica.
La sicura e’ assente, e come scritto sopra la lama del grilletto non presenta la possibilita’ di nessuna regolazione, credo si tratti del loro T01, anche se posso confermarvi che dopo qualche scatola di pallini e’ diventato piu’ morbido ed intuitivo. Al mio rientro in Patria, tra i successivi lavori che mi sono pianificato, vi e’ anche il totale smontaggio di tutto il grilletto per una successiva lappatura ed altri interventi , allo scopo finale di renderlo piu’ leggero e preciso.


PICCOLI INTERVENTI EFFETTUATI
La prima cosa che notai e che non mi piacque molto fu, l’ utilizzo di un o-ring in cuoio al posto della classica gomma, all’ ingresso della culatta, in foto potete vedere come si presentava ( la foto non si riferisce al mio modello, l’ho trovata in rete , ma molto simile alla mia situazione ):

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Ovviamente pensai che questo “ orrore “ …consentitemelo, avrebbe negativamente influenzato la costanza di erogazione dell’ aria e quindi il risultato finale in termini di precisione di tutto l’insieme ( tra l’ altro questo pensiero fu avvalorato con delle stringhe al cronotachigrafo che confermarono le mie paure ).
Facendo una successiva ricerca su google scoprii che queste guarnizioni in cuoio venivano abbondantemente usate tanti anni fa e per avere una certa costanza nelle prestazioni dovevano essere sempre ben inzuppate di olio…..ho trovato questa foto, ho voluto postarla nell’ articoletto per farvi vedere come queste guarnizioni/o-ring si presentavano prima di essere inserite dalle “ case madri ”, nella relativa incassatura attorno alla culatta :

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Notai che la guarnizione originale delle Weihauch ( di cui sono un grande fan ) era quasi dello stesso diametro, leggermente piu’ piccola di qualche decimo, rispetto alla scanalatura dove solitamente l’ o-ring vi alloggia. Quindi senza indugio usando uno spillo tolsi quella originale per sostituirla con una in teflon HW. Dopo un piccolo sforzo riusci ad infilarla, e con il successivo utilizzo della carabina si adatto perfettamente al suo posto, successive misurazioni della velocita’ , mi confermarono che questa semplice sostituzione aveva avuto successo, nella foto sottostante potete vedere come il tutto si presenta adesso…..credo un pochino piu’ carino da vedere rispetto alla sua configurazione originale…che ne pensate ? :

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Vi mostro adesso un po di foto ( inserite in maniera cronologica per capire gli interventi estetici e colorativi da me effettuati ), ho fatto uso di uno stucco specifico che si usa con induritore, per cambiare la forma della calciatura originale e renderla un po piu' piacevole.....poi come al solito l'ho resa mimetica...........( una mania professionale di cui riconosco di essere affetto ma che …..non riesco a liberarmi ).
Ecco come si presentava in configurazione quasi…..originale ( nel senso che gia’ avevo iniziato a fare qualche ritocchino di make-up ) :

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Come potete vedere da questa e dalla prossima foto, il calcio era privo di montecarlo , tra l’ altro tendeva a “ scendere “ come profilo in direzione dell’ appoggia spalla …dando qualche problema con l’allineamento dell’ ottica. :

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Attaccai nella parte finale del calcio un appoggia spalla della Beretta , in gomma morbida che miglioro’ non poco la sensazione di conforto sulla stessa e nel suo insieme.
Aggiunsi anche sulla canna uno dei miei primi compensatori, come potete vedere dalle foto si tratta solo di un tubo di ferro semplicemente infilato sulla canna e facendo uso di nastro isolante interposto tra la canna appunto ed quest’ ultimo. Lo scopo era quello di appesantirla per ridurre in parte il cosiddetto muzzle flip (una sorta di rilevamento, cioè la tendenza dell'arma ad impennarsi). Il copricanna/compensatore, non e' altro che un pezzo di tubo zincato ( di quelli che si trovano nei negozi di accessori per fontaniere , li trovate di diverse lunghezze ed hanno solitamente le estremita' filettate, possono essere da 3/4 o 1 pollice ) rifinito ai due estremi al tornio da me, da un lato ( quello in direzione del tiratore) e' stato rastremato a forma conica per un motivo estetico, dall' altro lato e' stata lasciato aperto trattandosi di una delle prime prove fatte su questi accessori. In quelli che ho fatto successivamente ho anche saldato una rondella all’ estremita’ in direzione della volata e ricavate un certo numero di luci.
Queste luci/fessure (che realizzo utilizzando una sega a colonna ad “acqua” per ferro), possono essere fatte perpendicolarmente al tubo o inclinate in direzione del tiratore di una certo angolo,dovrebbero servire a eliminare una parte dell’ aria in eccesso che si ha nel delicatissimo momento in cui il pallino lascia la volata e che ne destabilizza in alcuni casi il corretto volo , conseguentemente possono variare il raggruppamento e quindi la precisione finale .
Non sono totalmente sicuro di essere riuscito ad eliminare questo “ problemino “ , anche se in generale il risultato sul bersaglio e’ leggermente migliorato , una delle cause di questo miglioramento potrebbe essere imputato al solo appesantimento della canna che ne migliora la reazione al completamento del ciclo di sparo (Considerate anche che dopo tutti gli interventi descritti nel presente articolo il peso e’ passato dai 2500 grammi a 3200 grammi , escluso ottica.)
Con l’uso , come scrivevo sopra, di uno stucco specifico per modificare le impugnature dopo qualche esperimento e tanta carta vetrata ed in aggiunta ad un totale riverniciatura per coprire appunto lo stucco , il risultato fu il seguente ( creai un appogiaguancia tipo Montecarlo e modificai l’ angolazione originale dell’Impugnatura):

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Dotai il calcio a pistola , che dopo questo primo intervento risulto’ piu’ marcato, di una specie di base/elsa su cui appoggiare il palmo della mano, allo scopo di migliorare la stabilita’ nella presa……..in realta’ si dimostro’ molto scomodo ed in seguito lo eliminai dopo aver fatto un po di prove piu’ approfondite allo scopo di capire se cambiava qualcosa nel suo insieme, ecco un'altra foto :

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A questo punto come mi succede spesso, non essendo molto soddisfatto dell’ estetica non mi piacque piu’ il colore originale, quindi colto …nuovamente …dalla mania che mi perseguita…….di mimetizzare tutto, cambiai colore…….indirizzandomi verso una colorazione mimetica stile……desertica….., qui di seguito potete vedere i risultati :

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PROVE DI TIRO

Piu’ o meno soddisfatto di questa nuova estetica un pochino piu’ tattica e a me… familiare……
iniziai a dedicarmi piu’ seriamente all’ aspetto “ prove di rosate” per la ricerca del pallino ideale.
Dopo averla testata duramente con diversi pallini, il miglior risultato l'ho ottenuto stranamente con i RWS SuperMag da 0,6 grammi ( probabilmente il peso riesce a contenere un po delle reazioni inevitabili dovute alla piccola mole ).
Con questi pallini ottengo 155m/s. di media , quindi 7,2 joule. Meccanicamente e in termini veloci tari ha una costanza impressionante , del tutto inaspettata per un modello che alcuni di noi potrebbero considerare poco piu’ di un giocattolo o addirittura una carabi netta da Luna Park.
L'ho provata con diverse ottiche ma alla fine ho preferito usare… come definitiva , un modello di piccole dimensioni ( Leapers 6x per 32 con reticolo mil dot illuminato rosso/verde ), anche per non rovinare l'equilibrio totale...che con ottiche piu’ grandi.veniva un po’ …….non so come spiegarmi….veniva un po’ alterato…dato la vocazione puramente ludica di questo particolare modello.
Per completezza vi posto una tabellina delle velocita’ / potenze ottenute con altri tipi di pallini utilizzati durante la fase di selezione di quello piu’ performante.

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Alla fine ho deciso di usare i RWS SuperMag, vi posto quindi la relativa tabellina e grafico ottenuto riferito all’ uso con quest’ ultimi. Le foto qui sotto li mostrano con la vecchia scatolina il cui colore caratteristico era arancione ed accanto la nuova scatolina adottata .

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Tabellina di riferimento :

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Relativo grafico :

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Questi di seguito sono i migliori risultati ottenuti, come vedete dalle date sono un po “ datati “….scusate il sarcasmo, ho avuto modo lo scorso febbraio di tornare una settimana in Italia per delle breve ferie, utilizzandola qualche giorno vi posso confermare che lo standard di questi risultati qui sotto e’ stata ampliamente confermata :

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Come vedete non sono andato oltre i 30 metri di distanza, anche se sono convinto che fino ai 40 metri potrebbe ancora dare qualche soddisfazione, ma come detto precedentemente non era il senso delle prove. La carabina e' piccola come dimensioni ma piena di carattere...........ragazzi nonostante le dimensioni e' un mostro di costanza ............bellissima..........non oso immaginare con qualche intervento tipo camiciatura e il miglioramento di qualche altro componente interno come potrebbe cambiare.
Unica pecca come anticipato prima e’ il grilletto che non da’ a mio modestissimo parere , giustizia a questa Dianina. Al mio rientro provero’ magari anche a costruirmi un grilletto totalmente nuovo in ottone, per impreziosirla anche un po.
Come potete vedere da questa monografia , e’ ridotta veramente all’ osso, quindi molto semplice da intervenire, soprattutto nella zona grilletto :

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Come dicevo prima, lo scorso Febbraio mi sono recato in ferie per una settimana nel nostro paese, e ovviamente sempre per la stessa mania che mi perseguita costantemente ho voluto ritoccare leggermente l’estetica. Ho aggiunto una guida picatinny sotto l’astina, forte dell’ esperienza dell’ accessorio gia’ abbondantemente testato nell’ articolo della BSA XL Tactical……………e ho aggiunto un ''trigger shoe'' (accessorio che ricopre il grilletto come una "scarpa", utile per aumentare il controllo ed il confort allo scatto). Ho altresi coperto la guardia del grilletto , avvolgendola con un cordino da roccia, che successivamente e’ stato colorato come il resto della carabina ( non mi piaceva piu’ nella sua configurazione originale con tutto il resto), probabilmente al mio rientro me ne faro’ qualcuno in ottone o alluminio che riprenda il colore del nuovo grilletto che modifichero’.
Poi utilizzando dei cartellini 14 x 14 e ritagliando alcune forme di fantasia con il taglierino, li ho utilizzate nel modo in cui vengono verniciate le scritte sui nostri elicotteri tattici.
Creata la forma….e appoggiato il cartellino in maniera randomica sulla carabina ( compresa ottica ) ho utilizzato delle bombolette spray….per creare delle macchie , il risultato lo potete vedere nelle ultime foto che vi propongo :

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Da queste 2 foto, potete vedere piu’ nel dettaglio come la impugnatura e’ cambiata e come il poggia guancia e appoggia spalla sia venuto. Riconosco che il risultato sia un po “ rustico” ma in fondo ricordiamoci che e’ una carabina da tirare in giardino…..si puo’ decisamente chiudere un occhio…….

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Queste sono le foto di Febbraio, come potete vedere vi era una leggera pioggerellina :

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Qui potete notare meglio il particolare della slitta, guardia del grilletto e trigger-shoe :

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….e con queste immagini Vi saluto….sperando di aver con questo mio piccolo contributo ….fatto la gioia di qualche appassionato di questo marchio e nello stesso tempo…..augurandomi di non avervi annoiato......

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Un saluto dall’ Olanda

Fabio…….l’ Olandese …quasi volante….

Walter LGV restauro

Walter LGV restauro

A cura di Fastman

Walther LGV. Ovvero springer anni ‘70 per disciplina C10, antesignana della LGR (che è di tutt’altra tecnologia in quanto PCA), modello sempre secondo nelle gare alle varie FWB 300 - Diana 75, del resto più semplice meccanicamente, quindi immaginabile. Walther definisce questa carabina dalla produzione “discontinua”, infatti mi ci sono imbattuto per caso, non la conoscevo, a quanto pare ce ne sono pochi esemplari, anche nel mitico Co2 Air De non se ne trova traccia, o quasi. Quando acquistai la 75 vidi in rastrelliera dell’armeria questa carabina, che mi incuriosì per l’enorme copricanna metallico e la leva di blocco all’apertura (è una break barrel), ma l’armiere voleva un riscatto, non una cifra ragionevole, quindi lasciai perdere. Trovata questa su armiusate l’ho presa, spendendo poco… ma è necessario un profondo restauro… esteriore, per fortuna. Meccanicamente è ancora valida, tira bene, nonostante un certo lassismo nel blocco di chiusura, su cui credo sia necessario l’unico intervento meccanico di cui abbisogna. Per il resto, sembra l’arma appartenuta a gozilla. Non avevo mai visto delle placche di ruggine sull’azione con la forma dell’impronta digitale, ebbene sì, immaginatevi quante volte ha visto lo straccio unto, questa poveretta. Il calcio è stato macellato in più modi, levigando dove non andava levigato e lasciando solchi dove andava lisciato. La sfida è ancora più interessante.
I primi passi che farò: smontaggio totale e ribrunitura. Reperimento - se possibile - dei ricambi minimi, guarnizione e molle, e poi rifacimento ad olio della calciatura, tentando di ripristinare la bugnatura originale che è stata appunto arata con manina da king kong.

Esteriormente ricorda molto da vicino la Diana 65, e non mi stupisce, il periodo è quello, e l’estetica ricalca sempre i principi del leader/follower dove i modelli più diffusi ispiravano anche la linea di quelli minori.

Questo è lo stato pre-restauro

Ed ecco, finalmente, le foto dello smontaggio. Probabilmente non serviranno a nessuno, ce ne sono poche di queste carabine in giro, ma io mi sono divertito quindi eccovele:

Dopo mesi di abbandono, finalmente, un pomeriggio libero… e l’ho finita, non ne potevo più di vedere il calcio appoggiato da una parte…

Giornata di prove. Avendo sostituito tutta la meccanica interna - pistone a parte - ho voluto provare soprattutto le velocità, che dopo una trentina di tiri si sono stabilizzate diminuendo un po’ rispetto ai primi tiri, ove avevo un po’ di dieseling nonostante la quasi inesistente lubrificazione interna, fatta solo con una leggera spruzzata di spray al pfte.

Premetto che nel tiro in appoggio sono una vera schiappa, per di più con la diottra ancora peggio, comunque, all’esterno, a 10 metri, sparavo e cronografavo e questi sono i risultati.

Questa prima rosata è fatta con i JSB Match Diabolo (etichetta gialla, per intenderci) testa piatta. Energia media: 7.37J con un mio errore di tiro

La seconda invece con i miei tuttofare Daystate FT Select domed. Energia media: 7.44J con una rosata leggermente migliore, ma senza errori grossolani.

Mediamente i testa piatta danno deviazioni standard migliori, ma le rosate sono invece appannaggio dei domed, e questa è una cosa che ho sempre verificato, nel mio caso, con qualsiasi arma usi e a qualsiasi distanza.

Peccato, perché è una carabina che rientra appieno nella classificazione depo (la F di frei stampata sul fusto) ma vista l’età me la trovo nelle armi sportive…

Sono comunque soddisfatto del risultato.

Riconosciuta WFTF
 

La  Field Target Italia FTI è stata riconoscita dalla Federazione Mondiale del Field Target come rappresentate per l'Italia di questo sport nella comunità internazionale.
Per il field target italiano questo è stato un grande successo, un giusto riconoscimento dell'impegno profuso all'interno della propria nazione con l'organizzazione di campionati sempre più rappresentativi, ed una sempre più massiccia presenza di atleti Italiani alle manifestazioni internazionale.

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