DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

DIANA F20 - Questa piccola sconosciuta

Ciao ragazzi, volevo condividere con Voi tutti , qualche dato relativo alla Diana F20, come da titolo.
Volevo fare pero' , consentitemelo una doverosa premessa :

Poiche' sono conscio che questo forum e' indirizzato piu' ad un pubblico Agonista di Field Target appunto, quindi molto tecnico, non vorrei con queste mie righe....( piu' che altro mi riferisco al modello di cui Vi vorrei parlare....la Diana F20 che come tutti noi sappiamo non e' altro che poco piu' di un giocattolo).......andare contro tendenza....

per cui, se ritenete che questa personale recensione possa in qualsiasi maniera stare " stretta " qui, Vi prego di cancellare l'intero topic, se invece tutto quello che sto scrivendo sono semplicemente mie " se..e mentali ", Vi ringrazio fin da ora per avermi permesso di lasciare una traccia di questo modello.....a mio parere poco piu' di un microbo, ma divertentissimo allo stesso tempo.

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DIANA F20

PREMESSA :
Ciao ragazzi,
oggi vorrei parlarvi di una piccola carabina, che paragonata a certi mostri sacri….passerebbe sicuramente in secondo piano….ma che se apprezzata per quello che e’ , sa regalare tante soddisfazioni. Intesa come una entry level o per tirare senza grosse pretese entro i 20 metri……ha dimostrato ampliamente di essere piu’ che all’ altezza della situazione. La sua posizione puo’ essere appunto collocata in quei casi in cui ci si avvicina per la prima volta in assoluto a questo meraviglioso hobby, nel tiro ludico magari nel giardino di casa propria e perche’ no puo’ anche trovare posto nella collezione della persona un pochino piu’ smaliziata, trattandosi nel contempo un bellissimo esemplare, un po piccolo forse nelle dimensioni ma non nelle prestazioni.
E' stata per parecchio tempo la più piccola ed economica delle carabine “Diana” (http://www.diana-airguns.de/ ) ed il distributore ufficiale come tutti sanno e’ Paganini. Gia’ da qualche anno non è più presente nei cataloghi ufficiali Diana, essendo stata sostituita dalla F240 Classic che si pone, almeno per le dimensioni mostrate come una via di mezzo tra la F20 e la F24. Credo sia ancora possibile trovarla in qualche armeria che la tiene magari gia’ da qualche anno.
Personalmente l’ho acquistata nel 2007, vedendo la pubblicita’ in rete di una armeria di Milano. Mi adoperai quindi tramite l’armeria della mia citta’ nel farmela arrivare, la pagai 125 euro.
Quando la potei vedere appena arrivata in negozio per la prima volta, mi resi subito conto imbracciandola che poteva a scapito delle sue dimensioni decisamente piccole, stupirmi.
Si tratta di una carabina molto semplice, con un bel calcio in legno di faggio, di tinta piuttosto scura. Privo del calciolo in gomma e di qualunque preziosismo. Il grilletto è di tipo non regolabile, tra l’altro un po duretto ma totalmente in metallo.
Sulla carabina l’ unica parte in plastica e’ rappresentata da un tappetto posto alla fine della azione, per il resto solo metallo e legno.
Nella foto sottostante la potete vedere come appare nella sua versione originale appena acquistata :

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VEDIAMOLA UN PO PIU’ NEL DETTAGLIO :

Questa piccola Diana, come nella grande tradizione di questa antica fabbrica rappresenta la piu’ classica delle carabine, essendo il suo funzionamento a molla con canna basculante o come dicono i nostri amici oltremanica in terminologia tecnica….break barrel.
E’ un modello di libera vendita quindi rientra nella Categoria delle Armi a modesta capacita’ offensiva, il suo C.N. e’ il 92. Veniva prodotta solo in 4,5 mm., la lunghezza della canna e’ di 440 mm in acciaio a 12 principi, e credetemi osservata con il boroscopio , si denota immediatamente che e’ di gran pregio.

Il peso e’ di 2500 grammi circa per una lunghezza di 1020 mm. Presenta come quasi in tutti i modelli Diana le classiche mire regolabili ma e’ anche provvista della nota guida a coda di rondine sul suo castello, permettendo quindi l’ utilizzo magari di una piccola ottica.
La sicura e’ assente, e come scritto sopra la lama del grilletto non presenta la possibilita’ di nessuna regolazione, credo si tratti del loro T01, anche se posso confermarvi che dopo qualche scatola di pallini e’ diventato piu’ morbido ed intuitivo. Al mio rientro in Patria, tra i successivi lavori che mi sono pianificato, vi e’ anche il totale smontaggio di tutto il grilletto per una successiva lappatura ed altri interventi , allo scopo finale di renderlo piu’ leggero e preciso.


PICCOLI INTERVENTI EFFETTUATI
La prima cosa che notai e che non mi piacque molto fu, l’ utilizzo di un o-ring in cuoio al posto della classica gomma, all’ ingresso della culatta, in foto potete vedere come si presentava ( la foto non si riferisce al mio modello, l’ho trovata in rete , ma molto simile alla mia situazione ):

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Ovviamente pensai che questo “ orrore “ …consentitemelo, avrebbe negativamente influenzato la costanza di erogazione dell’ aria e quindi il risultato finale in termini di precisione di tutto l’insieme ( tra l’ altro questo pensiero fu avvalorato con delle stringhe al cronotachigrafo che confermarono le mie paure ).
Facendo una successiva ricerca su google scoprii che queste guarnizioni in cuoio venivano abbondantemente usate tanti anni fa e per avere una certa costanza nelle prestazioni dovevano essere sempre ben inzuppate di olio…..ho trovato questa foto, ho voluto postarla nell’ articoletto per farvi vedere come queste guarnizioni/o-ring si presentavano prima di essere inserite dalle “ case madri ”, nella relativa incassatura attorno alla culatta :

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Notai che la guarnizione originale delle Weihauch ( di cui sono un grande fan ) era quasi dello stesso diametro, leggermente piu’ piccola di qualche decimo, rispetto alla scanalatura dove solitamente l’ o-ring vi alloggia. Quindi senza indugio usando uno spillo tolsi quella originale per sostituirla con una in teflon HW. Dopo un piccolo sforzo riusci ad infilarla, e con il successivo utilizzo della carabina si adatto perfettamente al suo posto, successive misurazioni della velocita’ , mi confermarono che questa semplice sostituzione aveva avuto successo, nella foto sottostante potete vedere come il tutto si presenta adesso…..credo un pochino piu’ carino da vedere rispetto alla sua configurazione originale…che ne pensate ? :

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Vi mostro adesso un po di foto ( inserite in maniera cronologica per capire gli interventi estetici e colorativi da me effettuati ), ho fatto uso di uno stucco specifico che si usa con induritore, per cambiare la forma della calciatura originale e renderla un po piu' piacevole.....poi come al solito l'ho resa mimetica...........( una mania professionale di cui riconosco di essere affetto ma che …..non riesco a liberarmi ).
Ecco come si presentava in configurazione quasi…..originale ( nel senso che gia’ avevo iniziato a fare qualche ritocchino di make-up ) :

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Come potete vedere da questa e dalla prossima foto, il calcio era privo di montecarlo , tra l’ altro tendeva a “ scendere “ come profilo in direzione dell’ appoggia spalla …dando qualche problema con l’allineamento dell’ ottica. :

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Attaccai nella parte finale del calcio un appoggia spalla della Beretta , in gomma morbida che miglioro’ non poco la sensazione di conforto sulla stessa e nel suo insieme.
Aggiunsi anche sulla canna uno dei miei primi compensatori, come potete vedere dalle foto si tratta solo di un tubo di ferro semplicemente infilato sulla canna e facendo uso di nastro isolante interposto tra la canna appunto ed quest’ ultimo. Lo scopo era quello di appesantirla per ridurre in parte il cosiddetto muzzle flip (una sorta di rilevamento, cioè la tendenza dell'arma ad impennarsi). Il copricanna/compensatore, non e' altro che un pezzo di tubo zincato ( di quelli che si trovano nei negozi di accessori per fontaniere , li trovate di diverse lunghezze ed hanno solitamente le estremita' filettate, possono essere da 3/4 o 1 pollice ) rifinito ai due estremi al tornio da me, da un lato ( quello in direzione del tiratore) e' stato rastremato a forma conica per un motivo estetico, dall' altro lato e' stata lasciato aperto trattandosi di una delle prime prove fatte su questi accessori. In quelli che ho fatto successivamente ho anche saldato una rondella all’ estremita’ in direzione della volata e ricavate un certo numero di luci.
Queste luci/fessure (che realizzo utilizzando una sega a colonna ad “acqua” per ferro), possono essere fatte perpendicolarmente al tubo o inclinate in direzione del tiratore di una certo angolo,dovrebbero servire a eliminare una parte dell’ aria in eccesso che si ha nel delicatissimo momento in cui il pallino lascia la volata e che ne destabilizza in alcuni casi il corretto volo , conseguentemente possono variare il raggruppamento e quindi la precisione finale .
Non sono totalmente sicuro di essere riuscito ad eliminare questo “ problemino “ , anche se in generale il risultato sul bersaglio e’ leggermente migliorato , una delle cause di questo miglioramento potrebbe essere imputato al solo appesantimento della canna che ne migliora la reazione al completamento del ciclo di sparo (Considerate anche che dopo tutti gli interventi descritti nel presente articolo il peso e’ passato dai 2500 grammi a 3200 grammi , escluso ottica.)
Con l’uso , come scrivevo sopra, di uno stucco specifico per modificare le impugnature dopo qualche esperimento e tanta carta vetrata ed in aggiunta ad un totale riverniciatura per coprire appunto lo stucco , il risultato fu il seguente ( creai un appogiaguancia tipo Montecarlo e modificai l’ angolazione originale dell’Impugnatura):

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Dotai il calcio a pistola , che dopo questo primo intervento risulto’ piu’ marcato, di una specie di base/elsa su cui appoggiare il palmo della mano, allo scopo di migliorare la stabilita’ nella presa……..in realta’ si dimostro’ molto scomodo ed in seguito lo eliminai dopo aver fatto un po di prove piu’ approfondite allo scopo di capire se cambiava qualcosa nel suo insieme, ecco un'altra foto :

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A questo punto come mi succede spesso, non essendo molto soddisfatto dell’ estetica non mi piacque piu’ il colore originale, quindi colto …nuovamente …dalla mania che mi perseguita…….di mimetizzare tutto, cambiai colore…….indirizzandomi verso una colorazione mimetica stile……desertica….., qui di seguito potete vedere i risultati :

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PROVE DI TIRO

Piu’ o meno soddisfatto di questa nuova estetica un pochino piu’ tattica e a me… familiare……
iniziai a dedicarmi piu’ seriamente all’ aspetto “ prove di rosate” per la ricerca del pallino ideale.
Dopo averla testata duramente con diversi pallini, il miglior risultato l'ho ottenuto stranamente con i RWS SuperMag da 0,6 grammi ( probabilmente il peso riesce a contenere un po delle reazioni inevitabili dovute alla piccola mole ).
Con questi pallini ottengo 155m/s. di media , quindi 7,2 joule. Meccanicamente e in termini veloci tari ha una costanza impressionante , del tutto inaspettata per un modello che alcuni di noi potrebbero considerare poco piu’ di un giocattolo o addirittura una carabi netta da Luna Park.
L'ho provata con diverse ottiche ma alla fine ho preferito usare… come definitiva , un modello di piccole dimensioni ( Leapers 6x per 32 con reticolo mil dot illuminato rosso/verde ), anche per non rovinare l'equilibrio totale...che con ottiche piu’ grandi.veniva un po’ …….non so come spiegarmi….veniva un po’ alterato…dato la vocazione puramente ludica di questo particolare modello.
Per completezza vi posto una tabellina delle velocita’ / potenze ottenute con altri tipi di pallini utilizzati durante la fase di selezione di quello piu’ performante.

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Alla fine ho deciso di usare i RWS SuperMag, vi posto quindi la relativa tabellina e grafico ottenuto riferito all’ uso con quest’ ultimi. Le foto qui sotto li mostrano con la vecchia scatolina il cui colore caratteristico era arancione ed accanto la nuova scatolina adottata .

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Tabellina di riferimento :

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Relativo grafico :

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Questi di seguito sono i migliori risultati ottenuti, come vedete dalle date sono un po “ datati “….scusate il sarcasmo, ho avuto modo lo scorso febbraio di tornare una settimana in Italia per delle breve ferie, utilizzandola qualche giorno vi posso confermare che lo standard di questi risultati qui sotto e’ stata ampliamente confermata :

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Come vedete non sono andato oltre i 30 metri di distanza, anche se sono convinto che fino ai 40 metri potrebbe ancora dare qualche soddisfazione, ma come detto precedentemente non era il senso delle prove. La carabina e' piccola come dimensioni ma piena di carattere...........ragazzi nonostante le dimensioni e' un mostro di costanza ............bellissima..........non oso immaginare con qualche intervento tipo camiciatura e il miglioramento di qualche altro componente interno come potrebbe cambiare.
Unica pecca come anticipato prima e’ il grilletto che non da’ a mio modestissimo parere , giustizia a questa Dianina. Al mio rientro provero’ magari anche a costruirmi un grilletto totalmente nuovo in ottone, per impreziosirla anche un po.
Come potete vedere da questa monografia , e’ ridotta veramente all’ osso, quindi molto semplice da intervenire, soprattutto nella zona grilletto :

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Come dicevo prima, lo scorso Febbraio mi sono recato in ferie per una settimana nel nostro paese, e ovviamente sempre per la stessa mania che mi perseguita costantemente ho voluto ritoccare leggermente l’estetica. Ho aggiunto una guida picatinny sotto l’astina, forte dell’ esperienza dell’ accessorio gia’ abbondantemente testato nell’ articolo della BSA XL Tactical……………e ho aggiunto un ''trigger shoe'' (accessorio che ricopre il grilletto come una "scarpa", utile per aumentare il controllo ed il confort allo scatto). Ho altresi coperto la guardia del grilletto , avvolgendola con un cordino da roccia, che successivamente e’ stato colorato come il resto della carabina ( non mi piaceva piu’ nella sua configurazione originale con tutto il resto), probabilmente al mio rientro me ne faro’ qualcuno in ottone o alluminio che riprenda il colore del nuovo grilletto che modifichero’.
Poi utilizzando dei cartellini 14 x 14 e ritagliando alcune forme di fantasia con il taglierino, li ho utilizzate nel modo in cui vengono verniciate le scritte sui nostri elicotteri tattici.
Creata la forma….e appoggiato il cartellino in maniera randomica sulla carabina ( compresa ottica ) ho utilizzato delle bombolette spray….per creare delle macchie , il risultato lo potete vedere nelle ultime foto che vi propongo :

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Da queste 2 foto, potete vedere piu’ nel dettaglio come la impugnatura e’ cambiata e come il poggia guancia e appoggia spalla sia venuto. Riconosco che il risultato sia un po “ rustico” ma in fondo ricordiamoci che e’ una carabina da tirare in giardino…..si puo’ decisamente chiudere un occhio…….

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Queste sono le foto di Febbraio, come potete vedere vi era una leggera pioggerellina :

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Qui potete notare meglio il particolare della slitta, guardia del grilletto e trigger-shoe :

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….e con queste immagini Vi saluto….sperando di aver con questo mio piccolo contributo ….fatto la gioia di qualche appassionato di questo marchio e nello stesso tempo…..augurandomi di non avervi annoiato......

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Un saluto dall’ Olanda

Fabio…….l’ Olandese …quasi volante….
Riconosciuta WFTF
 

La  Field Target Italia FTI è stata riconoscita dalla Federazione Mondiale del Field Target come rappresentate per l'Italia di questo sport nella comunità internazionale.
Per il field target italiano questo è stato un grande successo, un giusto riconoscimento dell'impegno profuso all'interno della propria nazione con l'organizzazione di campionati sempre più rappresentativi, ed una sempre più massiccia presenza di atleti Italiani alle manifestazioni internazionale.

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